Nadir Cavagna e la squalifica di Lhoussaine Oukhrid,il titolo italiano sfumato e quei sospetti che lasciavano sempre un’ombra attorno ad un atleta che aveva già dimostrato di non correre correttamente.Il campione brembano fa alcune riflessioni sulla recente squalifica per 8 anni di Lhoussaine Oukhrid per Epo e per un titolo italiano sfumato che probabilmente non verrà nemmeno dato all’orobico. “Il titolo italiano rimarrà a lui – spiega Nadir Cavagna – semplicemente perchè è stato trovato positivo due mesi dopo la vittoria alla Maratona Maga Circe. Come avevo già scritto in un mio post quando Lhoussaine Oukhrid aveva già preso una sospensione, attorno alla sua figura non c’era molta fiducia per una sua precedente squalifica”. Nel 2018 Oukhrid era già stato ufficialmente squalificato per quattro anni per la positività all’eritropoietina riscontrata ai campionati di mezza maratona di Agropoli, dove arrivò in terza posizione con 1h03’09 (il suo personale è di 1h02’41”). “Dare il titolo a me era una scelta solo statistica perchè personalmente il danno è stato fatto e non mi cambia molto. Forse le decisioni dovevano essere prese prima, io sono contrario a fare gareggiare persone sospese per queste sostanze, l’epo te lo vai a cercare, è una scelta precisa e non la trovi in creme o altre sostanze che definisco doping di serie B, sostanze nelle quali magari puoi incappare per errore. Il podio tutto bergamasco sarebbe stata una bella soddisfazione per tutte e tre”.
Ma Nadir Cavagna qualche sospetto su Oukhrid lo aveva già avito pochi mesi prima la maratona Maga Circe: “Ci siamo sfidati in una campestre pochi mesi prima e mi aveva sorpreso per uno sprint che aveva fatto nel finale di gara. Da un 41enne non ti aspetti una cosa del genere. Sapendo poi dei suoi trascorsi, della squalifica già presa, qualcosa aveva iniziato a balenarmi in mente, sono personaggi a cui dai fatica a dare fiducia, quando poi lo beccano è troppo tardi”
