8 anni di squalifica che metteranno fuori dai giochi il campione italiano di maratona Oukhrid Lhoussaine ma che molto probabilmente non gli toglieranno il titolo tricolore conquistato alla Maratona della Maga Circe. E così ai due orobici arrivati al secondo e terzo posto nella stessa gara, Nadir Cavagna e Nicola Bonzi rimarrà solo l’amarezza di una vittoria e un podio tutto orobico con Nadir Cavagna primo, Nicola Bonzi secondo e il sicuolo-orobico Antonino Lollo terzo e vincitore del titolo master sm 35.
Questo il comunicato ufficiale dell’Agenzia Italiana Antidoping pubblicato anche da Podisti.net
“La Procura Nazionale Antidoping comunica che al sig. Oukhrid Lhoussaine (tesserato FIDAL) è stata inflitta la squalifica di 8 anni (2^ violazione) per la violazione degli articoli 2.1 e 2.2 con decorrenza dal 25/06/2025 al 24/06/2033. (sostanza riscontrata: ERITROPOIETINA RICOMBINANTE)”
che segue la sospensione cautelare del mese di ottobre 2025
“Il Tribunale Nazionale Antidoping, in accoglimento dell’istanza proposta dalla Procura Nazionale Antidoping, ha provveduto a sospendere in via cautelare l’atleta Lhoussaine Oukhrid (FIDAL) per la violazione artt 2.1, 2.2 (sostanza riscontrata: ERITROPOIETINA RICOMBINANTE) Il controllo è stato disposto da NADO Italia.”
Atleta tra l’altro recidivo con una squalifica di 4 anni nel 2018.
Ma sempre Maurizio Lorenzini su Podisti.net spiega che molto difficilmente il titolo italiano maratona gli verrà tolto a vantaggio di Nadir Cavagna: “Tecnicamente complicato, anzi impossibile, perché controllo e squalifica sono successivi alla data della maratona (febbraio 2025). A seguire ha partecipato e vinto diverse gare, fino a ridosso del campionato italiano di Castel Bolognese; per quanto risulta successivamente a febbraio 2025 non aveva subito alcun controllo antidoping”.
Insomma sospeso per 4 anni nel 2018, torna, vince la maratona e viene ribeccato subito dopo, ma rimane campione italiano, ed oltre al titolo rimarrà in tutti i runners il dubbio sull’autenticità di quel titolo e l’amarezza per chi invece quel tricolore lo ha accarezzato cercando di portarlo in valle Brembana
